11 giugno - Festa della mamma
C'era un ragazzo alto, con un fisico da giocatore di basket, che si ostinava a fare il calciatore. Era un ragazzo pieno di coraggio e un giorno avrebbe fatto innamorare tutta una Nazione, andando oltre le differenze dei colori delle squadre. Nei suoi occhi c'è sempre la voglia di vincere e di farci sognare ma qualcosa li rende luminosi più di ogni altra cosa, il ricordo della persona che lo ha amato per troppo poco tempo. Forse è stato quel ricordo, quella voglia di sentirsi il figlio più bravo, di dedicare quel gol in quel giorno preciso...io mi sento molto vicino a lui, anche se tale sofferenza non l'ho vissuta. Nella sua voce dopo l'incontro, nei suoi occhi, ho visto tutta la sua delusione e come un guerriero, perchè lui lo è sempre, si è preso un onere più grande di quello che doveva.
Io sono con te Marco, certo è poco, ma non hai colpa! Il cuore ti ha guidato e quando si sbaglia con il cuore la sofferenza che ne segue è già la punizione più grande, il resto sono chiacchiare da bar.





















